Approfondimenti

Embolizzazione delle arterie prostatiche: l’intervento in San Francesco

30 Luglio, 2025
Casa di Cura San Francesco: eseguiti con successo i primi interventi di embolizzazione delle arterie prostatiche

In Casa di Cura San Francesco prosegue il percorso di innovazione e di ampliamento dell’offerta al servizio della salute e della cura dei pazienti. I percorsi clinico assistenziali che si stanno introducendo nella pratica clinica della Casa di Cura san Francesco, sono possibili grazie alla collaborazione fra le equipe delle diverse Unità Operative.

Tra esse, da rimarcare quella tra l’equipe dei radiologi e degli urologi, coordinati dal Dr Gianluigi Patelli e dal Dr Vincenzo Altieri (validamente supportato dal Dr Giulio Borgonovo) .

Questa collaborazione ha permesso di introdurre , tra le altre , anche l’intervento di embolizzazione delle arterie prostatiche, una procedura mini invasiva che trova indicazione nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, soprattutto per prostate di medio/grandi dimensioni.

L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è una patologia molto comune che riduce la qualità della vita in molti uomini, dal momento che la prostata aumentata di volume comprime l’uretra e condiziona il completo svuotamento della vescica, causando la necessità di urinare molto frequentemente, con ridotto flusso, anche durante la notte, peggiorando sensibilmente la qualità della vita.

Il fine dell’intervento di embolizzazione delle arterie prostatiche è quello di ridurre i sintomi, riducendo il flusso ematico alla ghiandola prostatica, determinandone quindi la riduzione volumetrica. L’embolizzazione prostatica riduce così sensibilmente i sintomi correlati all’IPB. L’erezione e le funzioni sessuali non vengono danneggiate dall’embolizzazione delle arterie prostatiche e, il trattamento stesso presenta un basso tasso di complicanze. Di solito si ottiene anche l’effetto di  riduzione o abolizione dei farmaci necessari per controllare i  sintomi provocati dall’incremento volumetrico della prostata, spesso gravati da fastidiosi effetti collaterali .

L’embolizzazione prostatica è generalmente eseguita in anestesia locale, occasionalmente richiede una lieve sedazione. Il catetere vescicale viene il giorno dopo o pochi giorni l’embolizzazione ma eventualmente anche il giorno stesso.

L’introduzione dell’embolizzazione delle arterie prostatiche costituisce l’elemento che permette di  completare l’offerta per il trattamento dei sintomi determinati dall’ipertrofia prostatica ostruttiva, insieme alle tecniche chirurgiche e minivasive consolidate già praticate dai colleghi urologi ed insieme alle procedure mininvasive di ablazione interstiziale (attualmente con Laser e microonde) eseguite insieme ai radiologi intervenzionali.